L’Osservatorio semestrale sulla crisi di impresa, realizzato da Unioncamere e InfoCamere, offre una mappatura del rinnovato contesto delle procedure concorsuali, di quelle stragiudiziali e degli altri istituti di regolazione della crisi, attraverso il monitoraggio ed il confronto dei dati ricavati attingendo al patrimonio informativo contenuto nel Registro delle imprese e relativi alle aperture delle più note procedure ad oggi disciplinate nel nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza.
Unitamente al dato numerico, che consente di tracciare l’andamento nel tempo del ricorso alle varie procedure, l’Osservatorio si propone di fornire ulteriori analisi utili a fotografare le imprese che vi hanno fatto ricorso.
I dati di questa seconda edizione dell’Osservatorio sono stati pubblicati il 18 marzo 2025 (fonte: Unioncamere).
Il trend dei vari strumenti
L’analisi complessiva sulle varie tipologie di istituti e procedure utilizzate dalle imprese in crisi nel quadriennio 2021-2024 rileva l’andamento crescente dello strumento della composizione negoziata che, dopo un primo periodo di rodaggio (16 mesi circa), ha fatto registrare notevoli incrementi, con quasi 600 istanze presentate nel 2023 e ben 1.089 nel corso dell’anno 2024, un valore dunque quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente.
Rimane contenuto il ricorso al concordato semplificato, cui si può accedere solo se non risultano praticabili le soluzioni previste all’esito della composizione negoziata, con una leggera crescita nell’anno 2024 (85 domande) rispetto all’anno 2023 (69 domande).
L’utilizzo degli accordi di ristrutturazione nel quadriennio considerato, invece, si conferma costante con più di 300 aperture all’anno (326 nell’anno 2024); in decrescita, nel triennio 2021-2023, il ricorso al concordato preventivo, passato da 1.067 aperture nel 2021 a 678 del 2023, con una lievissima inversione di tendenza nell’anno 2024 (84 domande in più rispetto all’anno precedente), per un totale di 762 aperture.
La liquidazione coatta amministrativa si attesta sul valore di 236 procedure nel 2024 (in leggerissima risalita rispetto ai due anni precedenti) mentre le procedure di fallimento/liquidazione giudiziale registrano una decrescita nel triennio 2021-2023 (da 8.720 aperture nel 2021 a 7.685 nel 2023) con una flessione più significativa nel corso dell’anno 2022.).
Procedure di liquidazione giudiziale che, però, tornano a crescere sensibilmente nell’anno 2024 con 9.203 aperture registrate.
Analisi comparativa delle imprese anno 2024
L’analisi fornita è circoscritta al solo anno 2024 e sintetizza i dati riguardanti le principali caratteristiche delle imprese che hanno fatto ricorso ai diversi procedimenti, successivamente illustrati nel dettaglio attraverso apposite infografiche.
Per le annualità 2021, 2022, 2023 si rinvia alla prima edizione dell’Osservatorio.
Composizione negoziata
Tra le imprese ricorrenti alla Composizione negoziata – divenuto nel 2024 il primo strumento utilizzato dalle imprese in crisi – prevalgono le società di capitale (81,5%) e quelle con classe di addetti tra 2 e 50 unità (dove si concentra il 73,5% dei richiedenti), mentre il 49,6% delle imprese fa registrare un valore della produzione tra 1 milione e 10 milioni di € (valore medio passato da circa 4 milioni di € nel 2021 a 9 milioni di € nel 2023, per arrivare a 10 milioni di € nel 2024).
Il numero medio di addetti per impresa è pari a 56 (era di 26 addetti nel 2022 e di 39 addetti nel 2023).
La maggioranza delle imprese appartiene al settore economico delle attività manifatturiere (25,9%), del commercio all’ingrosso e al dettaglio (23,3%) e, a seguire, delle costruzioni (12,2%).
In definitiva, insieme al numero di domande presentate, è sensibilmente aumentata nel tempo la dimensione e la struttura media delle aziende che fanno ricorso alla Composizione negoziata, in termini di valore della produzione, numero di addetti e forma giuridica delle stesse.
Concordato semplificato
Nel corso del 2024 sono state presentate 85 istanze di concordato semplificato; il numero di addetti medi per impresa è pari a 15 ed il valore della produzione è pari a 4 milioni di €uro.
E’ evidente, quindi, che resta molto limitato il ricorso al Concordato semplificato liquidatorio e che richiedono l’accesso a tale strumento le aziende più sottodimensionate – sia come addetti che come valore della produzione – rispetto a quelle che generalmente ricorrono alla Composizione negoziata.
Per quanto riguarda il settore merceologico di appartenenza, il 23,8% delle imprese esercita attività manifatturiere, il 19% commercio all’ingrosso e al dettaglio e il 16,7% rientra nel settore delle costruzioni.
Accordo di ristrutturazione dei debiti
In merito agli Accordi di ristrutturazione dei debiti (326 aperture nell’anno 2024), il valore medio della produzione delle imprese è pari a 13 milioni di € ed il numero medio di addetti per impresa è pari a 70. Tra le imprese ricorrenti spiccano le società di capitali (83,7%) e quelle con un valore della produzione fino a 250mila € (33,3%), ma con una presenza importante anche di aziende fra 1 e 10 milioni di € della produzione, che costituiscono circa il 34,4% del totale. Il 21,4% delle imprese ricorrenti appartiene al settore manifatturiero, mentre il 18,5% a quello delle attività immobiliari.
Concordato preventivo
Passando alle tradizionali procedure concorsuali, le imprese che hanno fatto ricorso ai Concordati preventivi (762 aperture nel 2024) fanno registrare un valore medio di 33 addetti per impresa e circa 6 milioni di € di valore della produzione. Le società di capitali rappresentano l’88,7% del totale; i valori della produzione delle imprese si concentrano nelle classi tra 1 milione e 25 milioni di €, rappresentando il 54%. Da rilevare che, come numero di addetti, il 41% delle imprese in Concordato preventivo si colloca nella classe tra i 10 ed i 49 addetti; inoltre, il 31,2% appartiene al settore manifatturiero e il 19% a quello del commercio.
Liquidazione giudiziale
Il dato relativo alle Liquidazioni giudiziali nel 2024 fa registrare 9.203 procedure aperte con un numero medio di addetti per impresa pari a 6 unità ed un valore medio della produzione di 1 milione di €uro.
Le società di capitali rappresentano l’80,9% del totale.
La maggior parte delle imprese ricorrenti si colloca nel settore merceologico del commercio all’ingrosso e al dettaglio (24,7%), delle costruzioni (19,7%) e delle attività manifatturiere (17,4%).
Sia il valore medio degli addetti, che quello della produzione, così come la forma giuridica, evidenziano che questa procedura riguarda imprese più fragili e meno strutturate, confermando ancora una volta la relazione diretta esistente fra solidità e dimensione aziendale
Liquidazione coatta amministrativa
Il numero medio di addetti delle imprese che, nel 2024 hanno fatto ricorso alla Liquidazione coatta amministrativa (236 aperture registrate) è pari a 19 unità, dovendosi in ogni caso precisare che solo 27 imprese su 236 hanno dichiarato il numero degli addetti.
Il valore della produzione risulta pari a 2 milioni di €uro.
Anche tale dato è da considerarsi però poco significativo, essendo esiguo il numero delle aziende che ha depositato il bilancio (solo 27 sulle 236 complessivamente registrate). Si evidenzia che la quasi totalità delle imprese (98,3%) che hanno attivato l’istituto è rappresentata da cooperative, consorzi e società consortili operanti principalmente nel settore delle costruzioni (17%) e della sanità e assistenza sociale (16,2%).
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