Le novità introdotte dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza stanno gradatamente modificando le strategie di gestione e recupero dei crediti da parte delle aziende.
E’ ben noto che rispetto alla vecchia Legge Fallimentare il nuovo Codice si pone l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità: la prima quella di favorire l’emersione anticipata della crisi e di agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori, e la seconda il recupero della capacità produttiva dell’impresa nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti (creditori, debitori, lavoratori, soci).
Non più, quindi, una logica liquidatoria quanto invece la continuità dell’attività aziendale (ove possibile).
Il fatto che il debitore (oltre agli altri soggetti abilitati) possa far ricorso alla composizione negoziata e con questo anche alle “misure protettive” impedisce alla parte creditrice di poter agire giudizialmente per il recupero del credito per il periodo moratorio.
E’ sensazione comune che una buona percentuale delle aziende che ricorrono alla composizione negoziata sia motivata più da un intento dilatorio che da una reale volontà di composizione della crisi, in altre parole l’intento è quello di “prendere tempo”.
Qualora il debitore non riuscisse a raggiungere una composizione stragiudiziale la crisi dell’azienda proseguirà in ambito giudiziario, che comunque nello spirito della riforma opterà per strumenti di risoluzione della crisi d’impresa e di ristrutturazione (concordato preventivo e accordi di ristrutturazione) rispetto a quelli liquidatori (liquidazione giudiziale).
Tutto quanto sopra sta portando molte aziende a rivedere le proprie strategie di gestione e recupero delle insolvenze.
Dal feedback dei colloqui con aziende nostre clienti si evidenzia come il numero di questi eventi stia diventando sempre più frequente ed impattante.
L’Osservatorio Semestrale di Union Camere, giunto alla VI edizione (14 Novembre 2024) conferma la percezione del trend relativo alle istanze per la composizione assistita della crisi (con un aumento del +57 % di istanze presentate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). (leggi relazione Osservatorio VI edizione Union Camere Novembre 2024).
Fino ad un recente passato il creditore poteva concedere al cliente in difficoltà vari tipi di agevolazioni, dilazioni, piani di rientro, secondo una logica essenzialmente commerciale: “non agire contro il cliente in difficoltà per non compromettere il rapporto”; il feedback ricevuto dalle aziende intervistate mette in evidenza una inversione di tendenza con conseguente restringimento delle concessioni per il rientro in bonis dei clienti insolventi o comunque con ritardi di pagamento.
Se questa è la tendenza, comunque, ancora adesso riscontriamo aziende che continuano a dar credito nonostante la non remota possibilità di non incassare più nulla.
Comunque si gestiscano i crediti, indipendentemente dalle strategie adottate, è innegabile che il nuovo Codice del Crisi d’Impresa stia determinando un aumento delle procedure (vedi sopra il PDF della relazione dell’Osservatorio Union Camere).
Sotto questo aspetto abbiamo riscontrato che non esiste ancora una preparazione sufficientemente adeguata del creditore quando viene a conoscenza della procedura concorsuale di un proprio cliente.
Tra le domande più ricorrenti che abbiamo riscontrato: è possibile continuare a fare recupero credito stragiudiziale se il debitore è in composizione assistita? è possibile iniziare un’azione legale? cosa succede dopo i primi tre mesi di moratoria? come si fa a sapere a che punto è la procedura? ecc.
La risposta è: dipende ! ci sono svariate tipologie di procedure e ogni procedura va seguita con attenzione vista la complessità e la delicatezza della loro gestione che giocoforza necessitano dell’assistenza di professionisti specializzati (e aggiornati!).
Un altro aspetto che emerge dalla casistica delle procedure fin qui seguite è che si tende a sottovalutare l’importanza del monitoraggio.
Un attento monitoraggio della procedura di insolvenza è necessario perché con grande frequenza tali procedure vengono attivate solo con intenti dilatori e non portano a nulla.
Dopo l’apertura, la successiva rinuncia alla composizione negoziata riporta l’azienda in “bonis” con possibilità per i creditori di attivarsi per il recupero del credito in tutte le sedi (cosa che spesso non accade proprio perché tali informazioni non vengono a conoscenza di chi non segue passo passo tutta la procedura).
A fronte di tutto ciò per rispondere alla sempre maggior domanda del mercato, Euro Executive ha creato all’interno dell’Ufficio Legale un team di esperti, composto da Avvocati e Consulenti per la gestione di queste tipologia di pratiche.
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